venerdì, 27 giugno 2008

Causa varicella, e anche causa caldo, stiamo trascorrendo queste giornate come fossimo d'inverno, ossia chiusi in casa, colorididòcostruzioni e DVD. Con una unica differenza, diciamo, di look. Si sta in mutande. Io anche reggiseno, per salvare le apparenze, la piccola in pannolino, il patriarca in boxer, Pepito in slip. Tutti in mutande, e via. Volete mettere la praticità? A tavola niente più bavaglini. Si sbrodolano? Un colpo di spugna e voilà, il bambino è pulito! La Tina è da cambiare? Fantastico non dover lottare più con quei maledetti automatici del body!

Gli unici momenti d'imbarazzo sono quando qualche vicino suona alla porta, ci dimentichiamo d'essere ignudi e andiamo ad aprire la porta con la ciccia che sballonzola...

Tuttavia, mi sa che quest'inverno tengo il riscaldamento a palla e giro in mutande.

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lunedì, 23 giugno 2008
Ci siamo. La Tina (che da poco ha compiuto 20 mesi) è entrata nella straordinaria fase della Parola. Dopo i più semplici "mamma, papà, pappa, cacca" che già da qualche mese possedeva, ogni giorno si aggiungono vocaboli nuovi, e il suo sforzo di ripere è costante e dà esiti buffissimi. Riesce a farsi capire dicendo - a suo modo - prosciutto, crackers, fiori, acqua, libro e tante altre. Spettacolare, perlomeno agli occhi di un genitore adorante e fiero. Divertentissimo leggere libri, fargli ripetere termini nuovi e versi degli animali.
Poi c'è l'altra faccia della medaglia. Già, perchè la spippola ha subito cominciato ad avanzare pretese.
Dice una parola, che so, "ptilo", "katà", "tepè", e pretende che tu capisca la sua richiesta.
Io con Pepito facevo finta di niente, e con aria angelica cinguettavo "sì amore, è vero...", ma con lei no. E' una tipetta tosta, e decisa (del resto è una donna) "[Ho detto] ptilò! [Ma insomma, non capisci??] PTILO'!! PTILO' [Sei sorda?]".
Io mi sforzo di capire, e spesso ci riesco (posso dire, non senza una punta di orgoglio, di essere praticamente l'unica a decodificare il suo linguaggio), ma altre volte vederla così arrabbiata, urlante, indispettita mi  fa venire un  senso di frustrazione e mi verrebbe voglia di dirle: "Non capisco, cavoli, non capisco! Dillo nella mia lingua!!"
Ecco, l'ho detto, e ora mi sento un'orchessa.
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sabato, 21 giugno 2008

Talvolta anche la mamma più indaffarata, i cui pochi neuroni devono barcamenarsi tra spesa, lavoro e bambini, riflette di politica. Le capita mentre guida di ascoltare il radiogiornale e di porsi delle domande. Sono solo dei flash, poi il cervello torna immediatamente su temi più scottanti: devo ricordarmi la lavastoviglie. Devo dire alla nonna di fare il bagno a Pepito. Cosa comprare di regalo all'amichetto per la festa di compleanno.

Stamattina però mi sono posta due quesiti:

1) Ma è mai possibile che Di Pietro sia diventato l'avamposto della sinistra in parlamento?

2) Ora che il nano si è stancato di fare il democratico e ha ricominciato a comportarsi come se fosse a casa sua, non è che adesso il PD si dimentica di dover costruire un partito nuovo su basi solide e concrete e ricomincia a stare unito solo per dare addosso a quello là?

Ecco, ora che l'ho detto parliamo di cose serie: Pepito ha la varicella e il nostro trasferimento al mare è rimandato a data da destinarsi.

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venerdì, 20 giugno 2008

Ho parlato quasi un anno fa, qui, della visione di dottor Bollore, l'elettricista del cantiere della casa nuova. Ragazzo bello in maniera quasi imbarazzante, oltrechè assai simpatico e gentile. Però...

Però una icona del sesso non può scivolare così. Ieri l'ho visto senza maglietta e aveva una specie di salvagente imbarazzante, al limite della tenerezza. Poi si è chinato, il bordo del pantalone è sceso e si è visto che portava degli slip color carne, di un tessuto un po' lucidino... Eh, no, dottor bollore, quelli non li faccio portare neppure a mio marito!

Chiedo scusa a tutti per l'amenità del post, ma mi è cascato l'occhio.... Sono una donna non sono una santa...

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martedì, 17 giugno 2008
Preparando le scatole, ho raccolto tutti i miei ricordi di adolescente: lettere di amici e fidanzati, diari, fotografie, piccole suppellettili...
Chiudendo lo scatolone, l'unica definizione che mi è venuta da scrivere sopra la scatola è stata:
"Cose giovanili".
Oddio, questo vuol dire che sono entrata nella fase senile...
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lunedì, 16 giugno 2008
Ho iniziato stamattina, ma so già che non ce la farò. Non ce la farò, e non per la stanchezza, non per la fatica fisica, non per il tempo che scarseggia, non perchè i lavori alla casa nuova sembrano non finire più.
Macchè.
Ho iniziato stamattina ad inscatolare i libri, e credo che dovrò prendermi 6 mesi di aspettativa.
Primo, perchè in questa casa i libri sono ovunque, in bagno in camera da letto in cucina nel corridoio in cantina in garage nella stanza dei bambini nello sgabuzzino e persino nel garage della vicina (nel nostro non c'era più spazio).
Secondo, perchè fare le scatole dei libri è una operazione straziante. Molti rimarranno nelle scatole per un tempo imprecisato, perchè nella casa nuova mancano ancora tutte le librerie. Ogni scatola prima di essere chiusa va inventariata del suo contenuto (faccio la bibliotecaria, è una deformazione professionale).
Ma soprattutto perchè ogni volta che prendo in mano un libro perdo 10 minuti (e un anno di vita, per la nostalgia). Questo me l'ha regalato il mio primo amore, questo l'ho letto in vacanza a Stromboli, questo me l'ha consigliato il mio amico di Napoli, questo ha la dedica dell'autore, ma non vorrai mica che inscatoli Memorie di Adriano? Neanche per idea! Piuttosto me lo porto in borsa per un mese. Oddio, ne abbiamo due copie, allora inscatolo la mia che è in edizione economica. No, va là, inscatolo quella del patriarca 'che nella mia ci sono più appunti. Oddio! Helen Hanff! Anche di questo due copie? Ma dai.. tutti questi Simenon... neanche me li ricordavo... Ohhh.... Grazia Cherchi.... Che voglia di rileggerla... ma dai, non ho il tempo per leggere, figurati mai quando rileggerò un libro...
Risultato: due ore di lavoro, uno scatolone e mezzo di libri.
Non ce la farò  mai.
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venerdì, 13 giugno 2008

A quanto pare pioverà. Già, nemmeno il prossimo fine settimana riusciremo ad andare al mare. Per cui di nuovo noia, casa, tele, disegni... uffa, sembra di essere in inverno.

Però, volendo vedere il risvolto positivo: non sarà mai tragico come lo scorso fine settimana.

Per farvi capire, un gruppo di evangelizzazione di non so quale chiesa brasiliana ha deciso di piantare le tende sotto casa nostra (che si affaccia su un parco). Per due giorni è stato un tripudio di canzoni religiose a ritmo di samba, accorati "memento" su quanto è buono Gesù e su quanti peccati ci portiamo sul groppone: "sì, bimbo, anche tu, che fai i dispetti alla sorellina e rubi le figurine al tuo compagno di banco, sei un peccatore! chiedi scusa a Gesù! Gesù ti ama! Gesù ti perdona!"

Ho provato a chiudermi in casa (rischiando peraltro di morire soffocata insieme alle creature), ma costoro avevano affittato un impianto stereo degno di una rave-parade.

Devo ammetterlo: non ero preparata a questo. Non ero preparata ad affrontare la questione dell'educazione religiosa di Pepito. Su questo argomento ho peraltro le idee piuttosco confuse.

In estrema sintesi, e sintetizzando con molta superficialità: sono stata battezzata ed ho ricevuto una educazione cattolica. Degli anni dell'oratorio ho un bellissimo ricordo: nel piccolo paese in cui sono cresciuta era un ambiente protetto, con un prete anche piuttosto illuminato (per essere un prete, s'intende), in cui godevamo della massima libertà e in cui ho potuto fare vacanze con gli amici già da molto piccola, giochi all'aperto, gite in montagna eccetera eccetera. Poi la classica crisi durante l'adolescenza, e ora una situazione "intermedia": mi posso dire credente, ma sono assai lontana dalle posizioni della Chiesa (e come potrebbe essere, vista l'aria da Concilio di Trento che si respira...?).

Detto questo, mi sono detta: perchè no? Magari i miei figli potrebbero vivere una esperienza bella come la mia. Li ho fatti battezzare, ed ho ho conosciuto il parroco del quartiere in cui vivo: gli manca la gonna e poi sembra il parroco di campagna di Bernanos. Durante il battesimo (di entrambi!!!) ha ripetuto lo stesso IDENTICO discorso, in cui farneticava di donne (uomoni mai, eh?) che parlavano improvvisamente quaranta lingue, con conseguente esorcismo del papa tal dei tali eccetera eccetera.

E ho capito che forse non era cosa. Poi però ho accantonato il problema, "tanto sono ancora piccoli, no?"

Eh no, perchè quando un invasato si mette sotto le vostre finestre a urlare "bambini voi dovete chiedere scusa a Gesù! Gesù piange quando voi fate i cattivi! Voi avete Gesù come amico!" ( con accento brasileiro che rendeva tutto vagamente grottesco) vostro figlio naturalmente vi chiede conto:

"Mamma, è vero che Gesù piange? Ma quando piange? E noi lo sentiamo piangere? E chi è Dio?" e altre amenità, una risposta è dovuta.

La mia risposta deve essere stata un po' confusa, perchè alla fine del discorso  Pepito ha sintetizzato: "Ho capito mamma, devo fare il bravo, ma non preoccuparti c'è Gesù che ci porta fortuna".

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giovedì, 05 giugno 2008
Prendo spunto da questo post di The Italian Mom per condividere la mia preoccupazione per le ormai prossime vacanze estive. Vacanze dei bimbi, perchè io lavorerò ancora per tutto il mese di luglio, e il patriarca addirittura anche in agosto, salvo l'ultima settimana.
Io, al contrario di TIM, quando (i bambini) sono in vacanza vivo con l'agenda in mano e il telefono dall'altra. Ho scartato l'ipotesi di iscriverli ai centri estivi, perchè 1) trovo giusto che stacchino un po'; 2) in città fa un caldo africano e nella migliore delle ipotesi, se l'asilo in cui si tiene il centro estivo ha l'aruia condizionata, passerebbero tutta la giornata chiusi in classe; 3) si troverebbero in mezzo a compagni e insegnanti nuovi, perchè i centri estivi hanno una gestione diversa dagli asili.
Per cui scatta il piano B, e la mia agenda si trasforma nel costume di arlecchino: rosa quando stanno con la mamma, blu con il babbo, giallo con la nonna, quando c'è il rosso vuol dire emergenza (zii, vicini di casa, donna delle pulizie); solo la domenica è verde, cioè senza problemi.
Per non parlare delle staffette a metà giornata: la mattina  io, il pomeriggio  il papà, che  però non deve  portare ritardo perchè io devo entrare a lavorare eccetera...
In tutto questo mi devo anche sforzare di organizzare una tabella alimentare pranzo/cena improntata sulla dieta mediterranea, e possibilmente far trovare i pasti pronti. Inoltre c'è l'organizzazione dell'attività pomeridian-serale. Mica si può stare davanti alla tele fino alle 5 (ora in cui il clima consent edi uscire)! Ci sono da preparare giochi, libri, attività manuali, visite agli amici...
Mettiamoci pure che in luglio devo pure traslocare nella casa nuova...
Ce la farò??
postato da: pellegrina74 alle ore 11:02 | Permalink | commenti (13)
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