Come dicevo qui, ieri pomeriggio avevo organizzato la festa di compleanno di Pepito.
Al parco, perchè ho una casa che è uno sputo e un parco bellissimo proprio di fronte. Invitato 20 bambini tra amici e compagni di nido e materna. Preso un giorno di ferie. Ordinato torta e salatini al forno. Cucinato ciambelle, comprato patatine e popcorn e litri di bevande varie. Mobilitato nonna, zia e marito per aiutarmi a gestire la situazione.
Poi, eri mi sveglio e mi ritrovo catapultata in una mattina di novembre. Cielo plumbeo, pioggia fine ma insistente, freddo. Ecco, sembrava il giorno dei morti. Anche per me, per il mio umore, sembrava il giorno dei morti. Anzi, peggio, perchè il giorno dei morti è semifestivo e il pomeriggio non lavoro (quindi sono un filo più allegra).
Panico. Oddio, cosa faccio? Innanzitutto per un'ora sono stata sopraffatta dalla disperazione (per fortuna mi sveglio presto), poi ho analizzato la situazione. I casi erano tre:
1) Rimandare la festa al giorno dopo. Però il rischio era che anche il giorno dopo fosse brutto (naturalmente oggi c'è il sole, ma questa è una delle innumerevoli leggi di Murphy: e poi si sa, qualsiasi decisione in questi casi è sbagliata). Senza contare che la torta e le cose fresche domani avrebbero forse un vago retrogusto stantio...
2) Ospitare tutti a casa mia. Si, ma dove? giusto appendendo qualcuno al soffitto riuscirei a far stare la metà degli invitati nel soggiorno. Gli altri li metto un po' in camera da letto un po' in bagno..
3) Trovare un posto alternativo dove fare la festa. Ecco, sì, questa è la decisione più praticabile...
Mi sono mossa in questa direzione. Per fortuna sono riuscita quasi subito a trovare una sala abbastanza grande, nel circolo ARCI del quartiere, a un prezzo anche modesto (sia chiaro, avrei pagato qualunque cifra in quel momento..). Qualche parola sulla location. Il circolo è frequentato di giorno solo da immigrati disoccupati e da qualche vecchietto; è sede del gruppo ULTRAS della locale squadra di calcio, quindi le pareti sono piene di magliette di calcio autografate, striscioni, sciarpe e altri slogan diciamo "ameni": per fortuna che i bambini non sanno leggere. La sala poi, tristemente addobbata con qualche festone stile "veglione di capodanno anni '80", è quella adibita a videopoker (che per fortuna verranno spenti durante la festa).
Va bene, si parte. Giro di telefonate, posta davanti alla scuola all'ora di pranzo per avvisare le mamme di cui non ho il numero. Ritirato cibarie ordinate. Acquistato altri addobbi (quelli presenti facevano una tristezza infinita), preparato musica e palloncini. Allestito sala. Aspettato bambini.
E poi, il caos. Va bene, non ve lo sto a dire, tanto potete immaginare tutti cosa significa mettere in una stanza 20 bambini, TUTTI MASCHI, tra i 3 e i 5 anni, dotandoli di palloncini a forma di spada. E ciascuno accompagnato da una mamma chiacchierona che ha fatto comunella lasciando il figlio a se stesso (cioè a me, perchè mica ci poteva scappare il morto proprio durante la festa di mio figlio).
Qualsiasi attività organizzata è stata impossibile, solo l'arrivo della torta li ha distratti.
Però alla fine è andato tutto bene, certo sarebbe potuto andare meglio ma non mi posso proprio lamentare. Però, che fatica per far felice un figlio!!







Sabato è il compleanno di Pepito. Compie 4 anni (e qui potrei attaccare il pippone su come è passato in fretta il tempo eccetera eccetera: ma non è di questo che voglio trattare in questo post).