Stasera si festeggia. Le belve verranno parcheggiate dai nonni, e recuperate domattina, e si andrà a casa di amici a banchettare. Peccato che:1. i padroni di casa abbiano una figlia dell'età del mio belvino grande. Prevedo già che starò tutta la sera a guardarla giocare, a sospirare e a sentirmi in colpa per avere abbandonato le mie creature (che viziacci, noi mamme!)
2. Il patriarca sia -a tutti gli effetti- un orso. Prevedo già che alle 10.30 egli inizi a tirarmi per un braccio per essere portato a casa, oppure faccia la faccia "sto facendo finta di stare male", oppure ancora -se malauguratamente trovasse un televisore acceso in giro per casa- ne rimanga ipnotizzato (succede così a chi non guarda mai la TV).
3. Mezzanotte è un orario davvero spericolato per chi è abituato a mettere a letto creature (ed addormentarsi) alle 21.30. Prevedo pertanto che inizierò maleducatamente a sbadigliare alle 21.30, e che se il mio pesante didietro si appoggerà su un divano particolarmente comodo, rischierò il microsonno ben prima dello scambio di auguri.
Però, via, per questa volta spero che le mie previsioni non si avverino...
Auguri di un buon anno a chi passa di qua.







Leggo sul Corriere della Sera di questa mattina una notizia che mi lascia a bocca aperta.
Una volta, millenni fa, prima di essere mamma, facevo un sacco di cose. Leggevo quotidiani, anche più d'uno, m'informavo, approfondivo, m'indignavo, partecipavo, militavo insomma. Oggi il giornale si compra ancora -per principio e per puntiglio- ma perlopiù arriva intonso alla sera (a meno che non ci si riesca a chiudere in bagno, e anche in quel caso la mamma non è al riparo dagli assalti delle piccole belve).