Sbirciando qua e là sui blog mi è capitato di leggere vari resoconti di riunioni dell'asilo, ma mai vi avevo preso parte. Quindi, mai avevo potuto constatare in prima persona quanto la fantasia più sfrenata potesse diventare realtà. Quanto anche la più becera delle riunioni di condominio a cui avessi assistito potesse essere, al confronto, un gruppo di preghiera. Non ho certo le competenze letterarie per descrivere la serata; vorrei limitarmi a qualche breve nota, tanto per non dimenticare.
1) Erano quasi tutti babbi. Evidentemente le mamme alla sera stanno a casa a custodia della prole e del focolare mentre i padri, finalmente, si assumono il ruolo di genitori che prendono decisioni.
2) Siamo stati a sedere per due ore nelle sedie dei sette nani e quando è stato il momento di alzarmi avrei tanto desiderato l'intervento del carro-attrezzi.
3) Il vecchio presidente del consiglio dei genitori sembrava un figlio dei fiori, capello lungo brizzolato sulle spalle e fascetta alla fronte. Quando ha scoperto che il suo incarico non poteva essere rinnovato ha preteso di eleggere immediatamente il sostituto e poi è corso via, scusandosi, pecrchè lo aspettavano al bar per una partita a carte. Mah.
4) Il nuovo presidente appartiene senz'altro alla categoria che Stefano Benni, nel suo "Bar sport", ha definito del "tennico". E' stato invitato a candidarsi dai genitori ed ha accettato con aria dimessa, poi, visto che non c'erano altri pretendenti al trono, l'elezione è inevitabilmente diventata un plebiscito. Allora, il neo-presidente ha saltato le sedioline come fosse la pubblicità dell'olio cuore, si è seduto al tavolo di rappresentanza (dei sette nani anche quello, naturalmente) e ha iniziato a pontificare. Sui lavori in muratura da fare, sul modello delle nuove tapparelle, sulle maniglie della porta, sul lavandino da montare in bagno. Ma anche: sul costo dei pulmini, sul funzionamento di un forno per la ceramica, sul materiale da cancelleria, sul luogo più economico dove sviluppare le foto. Eccetera, eccetera, eccetera.
5) A un certo punto una mamma "capopolo" (quelle, per intenderci, che iniziano un intervento con "ho parlato con le altre mamme", oppure "noi genitori siamo tutti d'accordo") ha sollevato una questione cruciale dal punto di vista pedagogico: perchè l'anno scorso invece di quattro gite i bambini ne hanno fatte solo tre? Le maestre, punte sul vivo da questa osservazione (il perchè mi sfugge, così come mi sfugge l'importanza vitale di fare quattro gite per anno scolastico) si sono risentite (certo che anche le maestre sono ben strane...) e ne è nata una rissa da bar.
A quel punto mi sono alzata, ho salutato e me ne sono andata via, pensando: siamo solo alla materna...