lunedì, 22 ottobre 2007

Sabato sono andata in libreria. Per lavoro, s'intende: quando mai mi sarei presa il lusso di girare per negozi. Da quando ho le belvine mi capita di rado di vagabondare in cerca di libri, vuoi perchè il tempo per andare in giro è quasi nullo, vuoi perchè anche il tempo per leggere si è ridotto drasticamente.

Per un attimo, drogata dal profumo inebriante di libri nuovi (un profumo bellissimo, che solo in libreria si piò sentire), sono stata presa da una antica, e remota vertigine: quel senso di libertà che dà la possibilità di scegliere fra un numero infinito di combinazioni, di poter leggere tutto, e di gustare il momento in cui a casa avrei aperto la prima pagina e sentito quel leggerissimo "croc" che fa un libro intonso, solo una volta a vantaggio del primo fortunato lettore.

Poi, invece, a casa ho le belvine. Ho accattato un libro della Pimpa, e via.

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venerdì, 19 ottobre 2007

Sbirciando qua e là sui blog mi è capitato di leggere vari resoconti di riunioni dell'asilo, ma mai vi avevo preso parte. Quindi, mai avevo potuto constatare in prima persona quanto la fantasia più sfrenata potesse diventare realtà. Quanto anche la più becera delle riunioni di condominio a cui avessi assistito potesse essere, al confronto, un gruppo di preghiera. Non ho certo le competenze letterarie per descrivere la serata; vorrei limitarmi a qualche breve nota, tanto per non dimenticare.

1) Erano quasi tutti babbi. Evidentemente le mamme alla sera stanno a casa a custodia della prole e del focolare mentre i padri, finalmente, si assumono il ruolo di genitori che prendono decisioni.

2) Siamo stati a sedere per due ore nelle sedie dei sette nani e quando è stato il momento di alzarmi avrei tanto desiderato l'intervento del carro-attrezzi.

3) Il vecchio presidente del consiglio dei genitori sembrava un figlio dei fiori, capello lungo brizzolato sulle spalle e fascetta alla fronte. Quando ha scoperto che il suo incarico non poteva essere rinnovato ha preteso di eleggere immediatamente il sostituto e poi è corso via, scusandosi, pecrchè lo aspettavano al bar per una partita a carte. Mah.

4) Il nuovo presidente appartiene senz'altro alla categoria che Stefano Benni, nel suo "Bar sport", ha definito del "tennico". E' stato invitato a candidarsi dai genitori ed ha accettato con aria dimessa, poi, visto che non c'erano altri pretendenti al trono, l'elezione è inevitabilmente diventata un plebiscito. Allora, il neo-presidente ha saltato le sedioline come fosse la pubblicità dell'olio cuore, si è seduto al tavolo di rappresentanza (dei sette nani anche quello, naturalmente) e ha iniziato a pontificare. Sui lavori in muratura da fare, sul modello delle nuove tapparelle, sulle maniglie della porta, sul lavandino da montare in bagno. Ma anche: sul costo dei pulmini, sul funzionamento di un forno per la ceramica, sul materiale da cancelleria, sul luogo più economico dove sviluppare le foto. Eccetera, eccetera, eccetera.

5) A un certo punto una mamma "capopolo" (quelle, per intenderci, che iniziano un intervento con "ho parlato con le altre mamme", oppure "noi genitori siamo tutti d'accordo") ha sollevato una questione cruciale dal punto di vista pedagogico: perchè l'anno scorso invece di quattro gite i bambini ne hanno fatte solo tre? Le maestre, punte sul vivo da questa osservazione (il perchè mi sfugge, così come mi sfugge l'importanza vitale di fare quattro gite per anno scolastico) si sono risentite (certo che anche le maestre sono ben strane...) e ne è nata una rissa da bar.

A quel punto mi sono alzata, ho salutato e me ne sono andata via, pensando: siamo solo alla materna...

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giovedì, 18 ottobre 2007

Altrove, da qualche parte che non sia qui (provincia della provincia) sarebbe "effetto Zara" o "effetto H&M".

Per me, qui, è "Effetto Oviesse". Ossia il desiderio compulsivo di acquistare qualcosa solo perchè il cartellino del prezzo porta una cifra sotto i 30 €.

Cose importabili, almeno da me. Che, se mai riuscirò a sporcare, si riempiranno di pelucchi e, probabilmente, al terzo lavaggio andranno bene a uno dei gormiti di mio figlio.

Ma ieri, lì per lì, mi sono fatta prendere: una maglia in lurex argento. Con il cappuccio. Però. Io non ho maglie color argento. L'argento va molto quest'inverno. (Davvero? Ma siamo sicuri? Vabbè). E poi non costa molto. 30€, dai. No, 32. Beh, è come se fossero 30. Me la potrei mettere... vediamo... con i pantaloni neri. Sì, ce li ho dei pantaloni neri. Certo, il cappuccio non è comodissimo, soprattutto d'inverno con i cappotti. Però 30 euri.. (ma non erano 32?). Non farà un po' genere Leyla? Massì, dai, per 30 euro...

Ovviamente l'ho comprata.

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mercoledì, 17 ottobre 2007

Immagine_Mark_sloanIeri mi è successa una cosa imbarazzante. Sono andata in cantiere a vedere come andavano i lavori, e mi guardavo intorno in cerca di Giovanni. Giovanni è Il Muratore. Quello per intenderci sui 65, con il cappellino di stoffa, la camicia a quadri con le maniche arrotolate, il gilet grigio. Il tutto abbondantemente impolverato e incalcinato. Mi compare invece davanti Dottor Bollore. Era lui, solo che: 1) faceva l'elettricista; 2) di conseguenza, al posto del camice, aveva la tuta blu della ditta; 3) aveva circa 10 anni in meno di me.

Ovviamente, mi dava del lei e mi chiamava "signora" (ma perchè non mi sono tolta i vestiti dell'ufficio? sembravo sua nonna). Mi parlava di prese, tracce, accensioni e io lo guardavo inebetita e non capivo un piffero (avrà pure pensato che sono rincoglionita, oltre che vecchia) e non riuscivo scacciare dalla mente i peggiori pensieri lubrichi.

A un certo punto siamo usciti in terrazza, e al sole faceva effettivamente piuttosto caldo. A quel punto, l'apice. Si toglie la maglia. Io ho perso il lume della ragione, fissavo i pettorali (effetto tartaruga, ovviamente), lui continuava a parlare e io non capivo. Mi sono svegliata improvvisamente, ho realizzato la situazione imbarazzante, ho inforcato gli occhiali da mosca, e mi sono sentita come la Bancroft ne "Il laureato". Vergognandomi un po'. 

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venerdì, 05 ottobre 2007

Ero in ospedale, e la mia vita cambiava repentinamente per la seconda volta. E' stato un bel parto (per quanto un parto possa essere bello), mio marito dice che ricorda quei giorni come una "bella vacanza" (per forza, ho partorito io). Per me quei ricordi non sono potenti, non sono struggenti. Solo un bel ricordo, e una splendida creatura che sto imparando a conoscere e che amo ogni giorno di più.

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martedì, 02 ottobre 2007

E' ufficiale. E' arrivato anche qui.

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lunedì, 01 ottobre 2007

Da un po' sono rientrata al lavoro, e le ferie mi sembrano ormai lontane anni luce. La routine ha già preso il sopravvento, così come l'inevitabile insofferenza verso piccole beghe e colleghi fancazzisti. Come tutti gli anni settembre per me è il vero capodanno, e riempio l'agenda di buoni propositi. Quest'anno: mettermi a dieta, andare dal parrucchiere almeno una volta al mese (da quando mio figlio treenne m'ha fatto notare la ricrescita), muovermi di più (cioè: camminare, perchè di meno è impossibile). E altri, che ora non ricordo, perchè ormai è passato già un mese e mi sono dimenticata i buoni propositi (figuriamoci se li ho mantenuti).

Vedremo.

 

postato da: pellegrina74 alle ore 14:30 | Permalink | commenti
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