venerdì, 19 settembre 2008
Settembre è sempre stato il mio mese preferito. Era il mese in cui si tornava a scuola, in cui si sentiva l'odore dei libri nuovi, in cui si facevano le copertine, in cui si comprava il diario. Più tardi, era il mese dei buoni propositi, il mese in cui ci si iscriveva in palestra, in cui si rinnovava il guardaroba, in cui si iniziava una dieta.
Adesso le cose sono un po' più complicate. A settembre c'è l'orario ridotto, bisogna tentare esperimenti di teletrasporto per ritirare i bimbetti da scuola. Bisogna ricominciare a svegliarli presto la mattina, e sentire le loro urla belluine. Bisogna sorbirsi i pianti, i "nonvoglioandareascuola", i "nomammano". Bisogna procurarsi bavaglini, improbabili lenzuola con gli elastici agli angoli di misure che non esistono in commercio (e siccome io sono una che non si lamenta granchè e vive di espedienti ho chiesto alla cugina dell'amica della vicina di casa di cucirli, e quando me li ha consegnati-dietro lauto compenso- e li ho portati a scuola, le maestre mi hanno detto oops, non lo sapevi, abbiamo deciso che li fa la scuola per tutti, le altre mamme si erano lamentate molto...), bisogna rinnovare il parco pigiami, il parco tute, il parco scarpe...
Bisogna riorganizzare i tempi, prepararsi alla stagione fredda riacquistando colori, didò, puzzle, e ogni tipo di gioco da interno.
E insomma, è una gran fatica. Oggi poi -qui, da dove scrivo- è proprio una di quelle uggiose giornate d'autunno, piove a catinelle e fa pure un poco freddo.
Ma forse, tutto sommato, settembre mi piace ancora, anche se di diete, palestre e libri nuovi, neanche a parlarne.
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venerdì, 12 settembre 2008
Dopo due mesi di assenza (due mesi di varicelle, traslochi, andate e ritorni tra casa e mare, casa e casa dei nonni, casa e montagna) sono tornata. Finalmente è ricominciata la scuola....
Riprendere il filo non è facile, il filo dei propri tenere memoria delle parole di una grande donna (mamma anche lei), che io stimo molto, Concita de Gregorio, che apre così la sua stagione di direttrice dell'Unità:Concita De Gregorio
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giovedì, 10 luglio 2008

E' arrivata, la varicella della Tina. E' arrivata due giorni dopo il trasloco al mare. Risultato: ri-trasloco a casa dei nonni (perchè casa nostra è impraticabile), e una marea di bolle. E quando dico una marea, voglio proprio dire tante. Sembra una di quelle foto che mettono nelle enciclopedie mediche, che tu le guardi con quel misto di curiosità e ribrezzo, dicendoti: ma no, non è possibile,  non può essere. Ma per tutti ormai è diventata "La Pimpa".

Ora, questa cosa mi fa stare molto in ansia. Io non sono una mamma ansiosa, soprattutto perchè ho la fortuna di avere un compagno che di mestiere cura i bambini (va bene, non è fortuna, è un c**o pazzesco).

Ma in questo caso non riesco a non temere, e secondo me perchè la Tina è femmina. Perchè anche se non sono una mamma che infiocchetta i figli, e che dà valore all'esteriorità e al corpo, sono una mamma che è stata adolescente, e che conosce il valore che l'aspetto fisico ha nella società, e ho una gran paura di tutto quello che alla Tina, tra qualche anno, potrebbe causare dei problemi. Soprattutto a una femmina. Secondo voi va bene così? Perchè io ho la sensazione di sbagliare qualcosa...

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sabato, 05 luglio 2008

La varicella di Pepito se ne è andata, finalmente. Con lei, le croste. Oddio, non che le croste siano cadute naturalmente, ci mancherebbe. Nonostante gli tenessimo le unghie a zero e lo imbottissimo di fenistil per non fargli sentire prurito, lui se le è tolte tutte, con dovizia certosina, soprattutto quelle in posizione strategica (viso e braccia). Lo chiameranno Scarface, ma pazienza. Ora il piano è: aspettiamo qualche giorno per vedere se le bolle escono anche alla Piccolina, poi li trasferiamo al mare, e traslochiamo.

Mentre lo dico sto gia male, oddio, traslochiamo.

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venerdì, 27 giugno 2008

Causa varicella, e anche causa caldo, stiamo trascorrendo queste giornate come fossimo d'inverno, ossia chiusi in casa, colorididòcostruzioni e DVD. Con una unica differenza, diciamo, di look. Si sta in mutande. Io anche reggiseno, per salvare le apparenze, la piccola in pannolino, il patriarca in boxer, Pepito in slip. Tutti in mutande, e via. Volete mettere la praticità? A tavola niente più bavaglini. Si sbrodolano? Un colpo di spugna e voilà, il bambino è pulito! La Tina è da cambiare? Fantastico non dover lottare più con quei maledetti automatici del body!

Gli unici momenti d'imbarazzo sono quando qualche vicino suona alla porta, ci dimentichiamo d'essere ignudi e andiamo ad aprire la porta con la ciccia che sballonzola...

Tuttavia, mi sa che quest'inverno tengo il riscaldamento a palla e giro in mutande.

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lunedì, 23 giugno 2008
Ci siamo. La Tina (che da poco ha compiuto 20 mesi) è entrata nella straordinaria fase della Parola. Dopo i più semplici "mamma, papà, pappa, cacca" che già da qualche mese possedeva, ogni giorno si aggiungono vocaboli nuovi, e il suo sforzo di ripere è costante e dà esiti buffissimi. Riesce a farsi capire dicendo - a suo modo - prosciutto, crackers, fiori, acqua, libro e tante altre. Spettacolare, perlomeno agli occhi di un genitore adorante e fiero. Divertentissimo leggere libri, fargli ripetere termini nuovi e versi degli animali.
Poi c'è l'altra faccia della medaglia. Già, perchè la spippola ha subito cominciato ad avanzare pretese.
Dice una parola, che so, "ptilo", "katà", "tepè", e pretende che tu capisca la sua richiesta.
Io con Pepito facevo finta di niente, e con aria angelica cinguettavo "sì amore, è vero...", ma con lei no. E' una tipetta tosta, e decisa (del resto è una donna) "[Ho detto] ptilò! [Ma insomma, non capisci??] PTILO'!! PTILO' [Sei sorda?]".
Io mi sforzo di capire, e spesso ci riesco (posso dire, non senza una punta di orgoglio, di essere praticamente l'unica a decodificare il suo linguaggio), ma altre volte vederla così arrabbiata, urlante, indispettita mi  fa venire un  senso di frustrazione e mi verrebbe voglia di dirle: "Non capisco, cavoli, non capisco! Dillo nella mia lingua!!"
Ecco, l'ho detto, e ora mi sento un'orchessa.
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sabato, 21 giugno 2008

Talvolta anche la mamma più indaffarata, i cui pochi neuroni devono barcamenarsi tra spesa, lavoro e bambini, riflette di politica. Le capita mentre guida di ascoltare il radiogiornale e di porsi delle domande. Sono solo dei flash, poi il cervello torna immediatamente su temi più scottanti: devo ricordarmi la lavastoviglie. Devo dire alla nonna di fare il bagno a Pepito. Cosa comprare di regalo all'amichetto per la festa di compleanno.

Stamattina però mi sono posta due quesiti:

1) Ma è mai possibile che Di Pietro sia diventato l'avamposto della sinistra in parlamento?

2) Ora che il nano si è stancato di fare il democratico e ha ricominciato a comportarsi come se fosse a casa sua, non è che adesso il PD si dimentica di dover costruire un partito nuovo su basi solide e concrete e ricomincia a stare unito solo per dare addosso a quello là?

Ecco, ora che l'ho detto parliamo di cose serie: Pepito ha la varicella e il nostro trasferimento al mare è rimandato a data da destinarsi.

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venerdì, 20 giugno 2008

Ho parlato quasi un anno fa, qui, della visione di dottor Bollore, l'elettricista del cantiere della casa nuova. Ragazzo bello in maniera quasi imbarazzante, oltrechè assai simpatico e gentile. Però...

Però una icona del sesso non può scivolare così. Ieri l'ho visto senza maglietta e aveva una specie di salvagente imbarazzante, al limite della tenerezza. Poi si è chinato, il bordo del pantalone è sceso e si è visto che portava degli slip color carne, di un tessuto un po' lucidino... Eh, no, dottor bollore, quelli non li faccio portare neppure a mio marito!

Chiedo scusa a tutti per l'amenità del post, ma mi è cascato l'occhio.... Sono una donna non sono una santa...

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martedì, 17 giugno 2008
Preparando le scatole, ho raccolto tutti i miei ricordi di adolescente: lettere di amici e fidanzati, diari, fotografie, piccole suppellettili...
Chiudendo lo scatolone, l'unica definizione che mi è venuta da scrivere sopra la scatola è stata:
"Cose giovanili".
Oddio, questo vuol dire che sono entrata nella fase senile...
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lunedì, 16 giugno 2008
Ho iniziato stamattina, ma so già che non ce la farò. Non ce la farò, e non per la stanchezza, non per la fatica fisica, non per il tempo che scarseggia, non perchè i lavori alla casa nuova sembrano non finire più.
Macchè.
Ho iniziato stamattina ad inscatolare i libri, e credo che dovrò prendermi 6 mesi di aspettativa.
Primo, perchè in questa casa i libri sono ovunque, in bagno in camera da letto in cucina nel corridoio in cantina in garage nella stanza dei bambini nello sgabuzzino e persino nel garage della vicina (nel nostro non c'era più spazio).
Secondo, perchè fare le scatole dei libri è una operazione straziante. Molti rimarranno nelle scatole per un tempo imprecisato, perchè nella casa nuova mancano ancora tutte le librerie. Ogni scatola prima di essere chiusa va inventariata del suo contenuto (faccio la bibliotecaria, è una deformazione professionale).
Ma soprattutto perchè ogni volta che prendo in mano un libro perdo 10 minuti (e un anno di vita, per la nostalgia). Questo me l'ha regalato il mio primo amore, questo l'ho letto in vacanza a Stromboli, questo me l'ha consigliato il mio amico di Napoli, questo ha la dedica dell'autore, ma non vorrai mica che inscatoli Memorie di Adriano? Neanche per idea! Piuttosto me lo porto in borsa per un mese. Oddio, ne abbiamo due copie, allora inscatolo la mia che è in edizione economica. No, va là, inscatolo quella del patriarca 'che nella mia ci sono più appunti. Oddio! Helen Hanff! Anche di questo due copie? Ma dai.. tutti questi Simenon... neanche me li ricordavo... Ohhh.... Grazia Cherchi.... Che voglia di rileggerla... ma dai, non ho il tempo per leggere, figurati mai quando rileggerò un libro...
Risultato: due ore di lavoro, uno scatolone e mezzo di libri.
Non ce la farò  mai.
postato da: pellegrina74 alle ore 07:43 | Permalink | commenti (5)
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