Adesso le cose sono un po' più complicate. A settembre c'è l'orario ridotto, bisogna tentare esperimenti di teletrasporto per ritirare i bimbetti da scuola. Bisogna ricominciare a svegliarli presto la mattina, e sentire le loro urla belluine. Bisogna sorbirsi i pianti, i "nonvoglioandareascuola", i "nomammano". Bisogna procurarsi bavaglini, improbabili lenzuola con gli elastici agli angoli di misure che non esistono in commercio (e siccome io sono una che non si lamenta granchè e vive di espedienti ho chiesto alla cugina dell'amica della vicina di casa di cucirli, e quando me li ha consegnati-dietro lauto compenso- e li ho portati a scuola, le maestre mi hanno detto oops, non lo sapevi, abbiamo deciso che li fa la scuola per tutti, le altre mamme si erano lamentate molto...), bisogna rinnovare il parco pigiami, il parco tute, il parco scarpe...
Bisogna riorganizzare i tempi, prepararsi alla stagione fredda riacquistando colori, didò, puzzle, e ogni tipo di gioco da interno.
E insomma, è una gran fatica. Oggi poi -qui, da dove scrivo- è proprio una di quelle uggiose giornate d'autunno, piove a catinelle e fa pure un poco freddo.
Ma forse, tutto sommato, settembre mi piace ancora, anche se di diete, palestre e libri nuovi, neanche a parlarne.







